Regime dei Minimi 2016 per i nuovi Infermieri Libero Professionisti

Secondo la definizione del Governo, la Legge di Stabilità 2016 contiene uno Statuto dei lavoratori autonomi: si tratta di un corposo capitolo della manovra che va dalle modifiche al Regime dei Minimi, alla possibilità per i professionisti di dedurre spese per la formazione fino a 10mila euro annui, all’ampliamento della maternità ai congedi parentali per le lavoratrici a partita IVA.

Regime dei Minimi 2016 per i nuovi Infermieri Libero Professionisti

Nuovo Regime dei Minimi

Il nuovo Regime dei Minimi con aliquota al 15% prenderà definitivamente il posto del vecchio sistema con aliquota al 5% (che termina a fine 2015), ma cambiano tutti i massimali per le varie categorie di partite IVA. Resta il meccanismo di fondo, per cui accedono al Regime dei Minimi coloro che fatturano meno di una determinata soglia, senza più vincoli di tempo. Si può applicare l’aliquota forfettaria fino a quando si mantengono i requisiti di reddito. Per il calcolo dell’imponibile, si applicano ai ricavi coefficienti diversi per ogni categoria. Vediamo come cambiano i tetti di reddito: 15mila euro in più all’anno per i liberi professionisti, 10mila euro in più all’anno per tutte le altre partite IVA. Ecco i nuovi requisiti di reddito per l’accesso al Regime dei Minimi, e i coefficienti (invariati) per il calcolo dell’imponibile a cui applicare il 15% di imposta.

  • professionisti: ricavi a 30mila euro (il precedente tetto era a 15mila euro). Coefficiente 78%
  • artigiani e imprese (non alimentari): ricavi 30mila euro (da 20mila), coefficiente 67%
  • commercianti (ingrosso e dettaglio): ricavi 50mila euro (da 40mila), coefficiente 40%
  • ambulanti di alimentari e bevande: ricavi 40mila euro (da 30mila), coefficiente 40%
  • ambulante di altri prodotti: ricavi 30mila euro (da 20mila), coefficiente 54%
  • alberghi e Ristoranti: ricavi 50mila euro (da 40mila), coefficiente 40%

Non si escludono condizioni più favorevoli per le nuove partite IVA, con aliquota al 5% per i primi tre anni. Ci sono altre due novità rilevanti sul nuovo Regime dei Minimi. La prima, è consentito anche ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio, se l’assegno previdenziale o lo stipendio sono inferiori a 30mila euro l’anno. La seconda riguarda invece le start-up, per le quali c’è un regime agevolato al 5% (dal precedente 10%).

Previste misure per incentivare le amministrazione pubbliche a rivolgersi anche ai professionisti per i contratti di appalto. Gli interessi di mora per i pagamenti in ritardo si applicano anche ai contratti fra imprese e lavoratori autonomi. Significa che un ritardato pagamento a un professionista autonomo comporta, alla fine, un conto più salato per l’azienda.

Per quanto riguarda la previdenza, resta l’aliquota di contribuzione al 27%, quindi nessun aumento nel 2016 per le partite IVA iscritte alla gestione separata INPS. Ampliate poi le possibilità di maternità e congedo parentale per lavoratrici e lavoratori autonomi: dal 2016 congedo parentale per sei mesi, entro i primi tre anni di vita del figlio, con trattamento economico uguale a quello del congedo parentali riservato ai lavoratori dipendenti. L’indennità di maternità viene riconoscita alle autonome indipendentemente dalla effettiva astensione dall’attività.

About Mirko Rea

Infermiere 28enne, Libero Professionista dal 2013. Ha conseguito la Laurea in Infermieristica a Marzo 2013 presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Amante del WEB 2.0 ha deciso di condividere con tutti i suoi colleghi le informazioni, i percorsi da seguire, le esperienze e tutto il materiale che sino ad oggi hanno caratterizzato il suo percorso da Libero Professionista.

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  • Marco

    Ciao ho pensato di aprirmi la partita Iva perchè mi è stata fatta una proposta, ma non ci capisco nulla sull Enpapi è obbligatorio farlo? Quanto minimo a ora dovrebbero darmi in una RSA per non perderci? Grazie mille

  • Ciao Marco. L’ENPAPI è l’ente di previdenza sociale (i contributi previdenziali dell’infermiere libero professionista per capirci) ed è obbligatorio il versamento dei contributi. Se tu hai aperto la partita iva nel 2016 inizierai a versare i contributi con una quota “solidale” quest’anno mentre il prossimo anno entrerai a regime di contribuzione con il 13% (circa) del volume totale degli affari (es. fatturi 20.000€ nel 2016, il 13% sono 2600€). Poi a seconda del tuo regime d’appartenenza vai a pagare il 5% con ritenuta d’acconto oppure il 22% con il nuovo regime senza ritenuta. In entrambi i casi 12€ l’ora sarebbero proprio il minimo da accettare ma va da se che dovresti fare 150/160 o più ore al mese per starci con le spese fiscali ed avere qualche soldino in tasca.

  • Marco

    Col regime dei minimi lavorando 160 ore non divento ricco ma conviene comunque!? E se guadagno 12€ l ora pagato tutto quanto mi rimane al mese, più o meno??
    Grazie per la risposta !

  • Guarda, facendo un calcolo approssimativo per difetto, togliendo le spese burocratiche, commercialista e altre spese inerenti all’attività un 1300/1400€ al mese circa

  • Marco

    Grazie per la risposta!approfitto ancora della tua gentilezza, 🙂 mi dici il calcolo che hai fatto per calcolare quella somma partendo dai 12 lordi? (Scusa ma io e la matematica siamo 2 cose a parte, per questo pagheró volentieri un commercialista)

  • Anche se pagherai volentieri il commercialista ti consiglio sempre di conoscere almeno a grandi linee la questione 😉 il calcolo fatto è stato: 12€*160ore=1920€+4%ENPAPI+2€ marca da bollo=1998,8€ e sarebbe il totale di una fattura tipo. A questi poi sottraiamo 350/400€ d’ENPAPI (soggettivo+dovuto ripartito sui 12mesi di attività e quindi circa 3000/4000€ l’anno di contributi)+50/60/70€ di commercialista (a seconda del prezzo che ti fa)+qualche f24 e spese accessorie varie di 10/20€ circa. A grandi linee questo è il principio, può variare di qualche euro. Spero di essere stato abbastanza chiaro 🙂

  • Si c’era anche il 5% di tasse che ho omesso nel calcolo, altri 50/60€ al mese circa. Comunque stiamo li…Si, il 4% lo inserisce la cooperativa in fattura, ovvero un terzo di quanto vai poi realmente a pagare. 12/13% in totale di cui loro il 4%, il restante 8/9% tu. Sempre tu paghi l’ENPAPI però 1/3 è a carico loro

  • Marco

    Ed è obbligatorio per la cooperativa inserirlo??sai x non farmi trovare impreparato! Ti ringrazio infinitamente e ti auguro un buon week-end

  • Sisi, vedrai che alla prima fattura te lo ricorderanno loro, nel caso lo fai presente tu 😉 grazie, anche a te. Per qualsiasi cosa a disposizione.

  • Marco

    Ciao sono purtroppo ancora all estero e non ho aperto nessuna P.iva, mi sto informando molto sulla nuova forfettaria introdotta, mi hanno fatto un resoconto come avevi fatto anche tu sui “guadagni”, escluso l enpapi, il problema è non riesco a capire come mai sono stati inserite oltre al 5% e al 78% ci sono due percentuali (contributo soggettivo 14% e integrativo 4%) cosa sono? sono riferite all INPS quindi posso eliminarne o fanno parte della tassazione standard?
    Grazie mille aspetto tue notizie

  • Ciao Marco, allora cerchiamo prima di far chiarezza. Il nuovo regime forfettario ha una tassazione al 22% e non più al 5%. Con questo nuovo regime ora non andranno più dichiarate quelle spese professionali che si affrontavano in passato quindi a prescindere dalle spese professionali affrontante si andrà a pagare il 22% del volume totale d’affari. In pratica lo stesso ragionamento applicato dall’ENPAPI e cioè il 14% sul volume totale d’affari. Esempio se con un volume d’affari totale di 30.000€ annui il 22% (6.600€) sono di tasse e il 14% sempre di 30.000€ (4.200€) sono di contributi previdenziali (l’ENPAPI). In soldoni con il nuovo regime forfettario 1/3 del volume totali d’affari è destinato alle tasse e ai contributi previdenziali. Inoltre ti voglio ricordare che se si soddisfano determinati requisiti puoi richiedere la riduzione o l’esonero dalla contribuzione ENPAPI http://www.infermiereliberoprofessionista.it/come-richiedere-la-riduzione-o-l-esonero-dalla-contribuzione-enpapi/

  • Marco

    Scusami allora saró un po rinco… io mi dicono alcuni tra cui un commercialista che è al 5% e poi ci sta il codice ateco in base alla professione mi hanno fatto in un forum un prospetto indicativo che nn so se riesco a postare qui in qualche modo..io nn ci capisco più nulla

  • Guarda sono le prime righe di questo post, il nuovo regime 2016 sostituisce quello del 2015 e quello precedente. Quello del 2015 (sempre forfettario) aveva un tetto massimo di fatturazione a 15.000€ ed era tassato al 15%, mentre quello precedente (regime dei minimi) aveva un tetto di fatturazione a 30.000€ con ritenuta d’acconto e 5% di fatturazione. Quello del 2016 è sempre forfettario ma ha innalzato la soglia di fatturazione a 30.000€. Qui trovi la tabella ATECO e i coefficienti in base all’attività svolta http://www.codiceateco.it/categoria/altre-attivita-paramediche-indipendenti-nca

  • Ok, dalle schema ho capito il ragionamento che ti hanno proposto e alla fine dei conti il risultato netto mensile proposto in questo prospetto è in linea con i calcoli fatti all’inizio dei commenti. Poi bisogna partire dal presupposto che l’impostata sostitutiva al 5% è applicabile per i primi 5 anni, dal 6° anno in poi è al 15% inoltre nel prospetto il contributo integrativo al 4% è calcolato sul compenso lordo annuale e invece quando tu mensilmente fatturerai lo inserirai volta per volta con i 2€ di marca da bollo se ben ricordi.Con ragionamenti e parole differenti sostanzialmente si è detti le stesse cose, con quello schema può essere più chiaro se si sa di cosa si sta parlando. Guarda ti modifico il commento precedente con gli stessi dati del prospetto.

  • Marco

    Di quella tabella che ti ho inviato non capisco quel 4%e 14% in quel forum(sostanzialmente commercialisti) mi hanno detto che a quella tabella devo aggiungere le spese previdenziali! In sostanza è possibile non mi rimane nulla alla fine se è così

  • Il 14% è già l’ENPAPI (spese previdenziali) calcolato sul 78% del reddito forfettario. Il 4% invece è il contributo minimo integrativo previdenziale che ti da la cooperativa, studio associato o chiunque paghi la tua fattura. In pratica tu paghi il 14% in totale di previdenza mentre per chi lavori ti paga in fattura il 4% di previdenza. Sostanzialmente a te resta da pagare il restante 10%. Eè più chiaro così?

  • Marco

    Si si tu sei molto chiaro è sul quel forum mi hanno confuso le idee xkè mi hanno detto che oltre a quella tabella devo aggiungere la mia previdenza(avevo specificato era l Enpapi)quindi la tabella è chiara e quelle percentuali totali sono giuste, e alla fine dei conti quello è il mio guadagno netto!

  • Esattamente. Sisi sicuramente ci sarà stata confusione nel dirti che oltre a quella tabella dovevi aggiungere la tua previdenza. L’importante è essersi ritrovati

  • Marco

    Io ti ringrazio e mi scuso x le mille domande a cui hai dato risposta! Ora è tutto chiaro..spero.. Grazie ancora e buon week end

  • Ma figurati, per qualsiasi cosa a disposizione.

  • Gio

    buongiorno, sono un ragazzo di 28 anni e ho iniziato con la libera professione il 16 novembre 2015. quali sono le spese per quel mese e mezzo di lavoro del 2015? vengo pagato 19 euro per 150 ore. per la mia età, usufruisco in atuomatico dell’agevolazione dei regimi dei minimi?grazie 🙂

  • Ciao Gio, a quale regime dei minimi hai aderito? Al vecchio regime del 5% oppure al nuovo regime forfettario? Essendo l’anno 2015 un periodo di transizione tra i vari regimi bisogna capire prima a quale regime hai aderito. in entrambi i casi comunque non dovresti pagare più di 250/350€

  • Gio

    Buongiorno, dovrebbe essere quello del 5% se non erro…è la prima volta che apro la partita iva. Dove posso verificare? Devo fare la domanda per pagare meno contributi o è automatico visto che ho 28 anni?se non sbaglio il commercialista mi ha aperto quella agevolata.Grazie

  • Ciao, puoi verificare chiedendo direttamente al tuo commercialista. Per quanto riguarda la riduzione dei contributi previdenziali devi fare domanda tu, bada bene che la tassazione al 5% e i contributi previdenziali sono due cose ben distinte. Per qualsiasi cosa non esitare a chiedere.

  • alessio

    Salve, sono un infermiere di 39 anni neolaureato, ho già un lavoro part-time, mi conviene aprire partita iva per qualche turno di lavoro al mese? Mi spiego meglio mi è stata fatta la proposta di aprire partita iva e dare la mia disponibilità (notti), ma con PI. Mi conviene? grazie in anticipo

  • Ciao Alessio. La convenienza della cosa, a mio personale parere, sta sostanzialmente nel numero di ora in regime di libero professionista che andresti a fare al mese. Avendo già un contratto part-time andresti a beneficiare quasi del 50% di riduzione sui contributi minimi obbligatori da versare e comunque andresti a pagare un 14% sul fatturato. Cerco di spiegarmi meglio con un esempio: prendiamo il caso che in un mese effettui 100 ore in regime di libero professionista a 14€ l’ora, per 12 mesi, con le agevolazioni, l’imposta sostitutiva al 5% e i contributi previdenziali al 14% avresti un fatturato netto pari a circa 1100€ al mese. Praticamente poco meno di 1/4° del guadagno va destinato alle tasse, e tieni bene a mente che non ho tenuto in considerazioni le spese di un commercialista, f24 e cose simili (un 100€ al mese circa). Se il discorso è chiaro a te decidere cosa fare, per ulteriori chiarimenti resto a disposizione.

  • claudia

    Ciao, ho visto (in un’altro articolo) che hai proposto un’esempio di fattura per il regime dei minimi 2015, potresti pubblicarne uno anche per il regime forfettario per favore? Grazie in anticipo Claudia.

  • Ciao Claudia. Puoi tranquillamente utilizzare quel modello (che trovi a quest’indirizzo http://www.infermiereliberoprofessionista.it/esempio-di-una-fattura-per-infermieri-in-regime-dei-minimi/ ) perché nello specifico delle diciture in fattura non è cambiato nulla e pertanto resta valido quel modello. Per qualsiasi cosa non esitare a chiedere.

  • martina

    ciao, io e il mio ragazzo abbiamo un battibecco in corso.
    a breve aprirò la p.i. con un contratto da 25000 euro lordi.
    la mia domanda è? il netto mensile quale sarà?
    io ho calcolato circa 1700 i primi 5 anni poi 1400… il mio ragazzo ex artigiano con partita iva pensa che non arriverò a mille euro …

  • Ciao Martina, non bisticciare però con il tuo ragazzo 😀 scherzi a parte il tuo calcolo è giusto. I primi anni sfruttando le agevolazioni della cassa di previdenza ENPAPI, al netto, andrai a guadagnare sui 1700€ (a cui bisogna togliere le spese del commercialista e altri importi fissi mensili). Al termine delle agevolazioni il guadagno netto scende a circa 1550€ (a cui bisogna togliere sempre le spese del commercialista e altri importi fissi mensili). A differenza del tuo ragazzo ex artigiano c’è la cassa di previdenza nazionale e l’ex regime dei minimi, le cose negli ultimi 2 anni sono un pò cambiate.

  • Nino Urpi

    salve… vorrei aprire una partita iva come prestazione occasionale ( sono un ragazzo di 27 anni ). io ho lavorato con contratto a tempo indeterminato per 5 anni come infermiere, ma per via di impegni di studio mi sono licenziato. adesso vorrei fare qualche turno in una struttura privata, ma non voglio vincoli di contratto e mi hanno detto di aprire la partita iva. per una fattura di 500 euro al mese ( si parla di pochi turni ). a quale partita iva dovrei fare riferimento? l’enpapi è obbligatoria? e se è obbligatoria quanto dovrei pagare di tasse?.
    grazie in anticipo.

  • Ciao Nino, la partita iva si divide principalmente in regime ordinario e regime dei minimi ed è quest’ultima che, mediante un commercialista dovrai andare ad aprire per svolgere l’attività infermieristica libero professionale. L’ENPAPI è la “nostra” cassa previdenziale e per legge, come per qualsiasi altro lavoro, è obbligatorio il versamento dei proprio contributi previdenziali. Ricapitolando con un esempio: ogni mese tu emetterai una fattura così impostata 50 ore/mese * 10€/ora + 4% + 2€ per un totale di 522€. Ora su circa 6000€ di fatturato annuo andrai a pagare circa 200€ d’imposta sostitutiva, 600€ di contributi previdenziali soggettivi e 1390€ di contributi minimi soggettivi (si può far richiesta per pagarne solo il 50% con alcuni requisiti). Al netto delle spese ogni mese guadagnerai circa 300€, a questo devi aggiungere i costi del commercialista, un’assicurazione professionale ed altro. Non so fino a che punto possa valerne la pena. Spero di esserti stato utile, per qualsiasi cosa a disposizione.

  • Giuly Vic

    Buongiorno ho 25 anni e mi hanno proposto di lavorare presso una struttura privata con partita iva. Mi offrono 13€ all’ora lordi per 150 ore mensili. vorrei sapere quanto mi resta ogni mese tolte le spese e se gli acquisti che faccio (guanti,siringhe ,ecc) posso scaricarli e se rientro nel regime dei minimi visto che ho meno di 30 anni. inoltre vorrei sapere quanto costano le polizze per malattia, infortuni e responsabilità.

  • Ciao Giuly 🙂 allora con il nuovo regime dei minimi, al netto delle spese, ogni mese incasserai circa 1350€. Sempre con il nuovo regime dei minimi non potrai più scaricare nulla (guanti,siringhe ,ecc) perchè ogni anno avrai una quota fissa da pagare (5% per i primi 4 anni) e non più variabile come per il precedente in cui gli acquisti inerenti la professione venivano scaricati. Puoi tranquillamente aderire al nuovo regime dei minimi 2016 mentre, per quanto riguarda l’assicurazione professionale, a seconda dei massimali, i prezzi variano dai 40 ai 170€/anno per una copertura totale e con alti massimali. Per ulteriori chiarimenti resto a disposizione, saluti.

  • Giuly Vic

    Grazie sei gentilissimo.Mi hanno detto che le leggi sono cambiate perciò rientro nel regime forfettario.è possibile?
    Visti i costi da sostenere e dato che la struttura non ha specificato per quanto tempo fare il contratto, per guadagnare qualcosina per quanto tempo(minimo) mi converebbe far fare il contratto? non vorrei ritrovarmi a pagare tante spese per qualche mese ecco.

  • Esatto, il nuovo regime dei minimi è stato rinominato in forfettario e come ti ho scritto su a 13€ l’ora per 150 al mese riusciresti ad avere un guadagno netto di circa 1350€ al mese contro i circa 2000€ lordi. Considera che ci sono almeno due quote fisse standard da pagare ogni anno (enpapi e fisco) più un altro 14% calcolato sul volume totale d’affari quindi una situazione lavorativa simile dovrebbe almeno avere una continuità di 2 mesi circa per pareggiare solo le spese standard. In base a quanto tempo lavorerai pagherai il 14%, non so se sono stato abbastanza chiaro.

  • Giuly Vic

    Tutto chiaro .grazie infinite

  • Perfetto. Per ulteriori chiarimenti resto a disposizione. Saluti

  • Kalogero

    Salve sono un Infermiere in L.P. con P.I. da anni, ho un fatturato di 28-29.000€ annui con regime dei minimi, adesso con il cambio del nuovo regime non mi sono ben chiare molte cose, e quanto andrei a pagare annualmente tra enpapi e fisco nel dettaglio.
    grazie a chi risponde

  • Ciao Kalogero. Allora da un rapido calcolo ti dico: il contributo soggettivo minimo di 1390€ (al 2016) c’è sempre, a questi devi aggiungere 1100 d’imposta sostitutiva al 5% e 3050€ di contributi previdenziali al 14%. Il tutto viene calcolato sul reddito forfettario di 28000€ quindi circa 21900€. La differenza sostanziale del nuovo regime è la mancanza di ritenuta d’acconto a vantaggio d’importi standard prestabiliti con la tabella ATECO. Per ulteriori chiarimenti resto a disposizione, saluti.

  • Kalogero

    no quello che intendevo era il passaggio dal regime dei minimi al forfettario.
    non mi è chiaro se anche l’enpapi si rifarà al valore finale o al lordo annuo e poi non mi è ben chiaro il totale finale di tasse che dovrei andar a pagare. grazie mille

  • Ciao Kalogero. Il calcolo che ti ho fatto era appunto in relazione con il passaggio al regime forfettario, con 28000€ di fatture annue, rispetto all’attuale regime dei minimi. Il 14% dell’ENPAPI sarà calcolato sul volume forfettario e non sul volume totale degli affari. Non so se così è più chiaro. Scusami la domanda ma tu esci dal regime dei minimi perché hai compiuto 35 anni o perché sei nel regime dei minimi da 5 anni e hai più di 35 anni?

  • Kalogero

    il commercialista mi ha detto che il mio regime dei mini al 5% decade… non so se è vera sta cosa
    io ho 29 anni e ho la p.iva dal 2013

  • Il tuo regime dei minimi decade al compimento del 35° anno d’età oppure dopo 5 anni nel caso in cui ti avessi avuto 35 o più anni al momento dell’apertura del regime dei minimi al 5% 😉 chiedi maggiori chiarimenti al riguardo, vedrai che per i prossimi 6 anni non avrai nessun tipo di problema. Resto comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti.

  • Carmelo Imperiale

    Salve,
    per parente andato in pensione anno scorso a cui ora studio propone di collaborare.
    ho qualche dubbio, gli conviene?
    proposta: Euro 11 per 4 ore per cinque giorni.
    se apre partita IVA quel reddito si cumula a sua pensione o puo’ seguire schema indicato per calcolare tasse?
    Grazie per la risposta

  • Andrebbe a cumularsi con la pensione che sta già percependo. Nello specifico della cosa però ti consiglierei di contattare sia l’ente (ENPAPI) che un commercialista in quanto ci sarebbero due casse differenti l’INPS e l’ENPAPI. Fa sapere

  • gianfranco sciuto

    Ciao, mi hanno offerto un lavoro in una residenza per anziani, dovrei aprire partita iva e mi hanno detto che pagano 700 euro al mese più 100 euro per le spese.. quindi un totale di 800 euro.. sono 36 ore settimanale.. quanto mi resterebbe? E quanto dovrei pagare? Grazie

  • Ciao Gianfranco, a conti fatti poco più di 500€ al mese, a cui però devi aggiungere il costo di un commercialista che ti tenga la contabilità.

  • Federico Petrone

    Salve a tutti, ho letto la maggior parte dei commenti e so bene di porre una domanda già fatta e già ben spiegata, ho provato a fare dei calcoli sul guadagno netto mensile ma vorrei che mi confermaste ed eventualmente correggeste ove abbia commesso errori.
    Mi è stato proposto di lavorare come infermiere libero professionista in un ente ecclesiastico ospedale a 10 euro lordi all’ora. ho 23 anni e ho iniziato a lavorare il 30 giugno 2016 aprendo la P.iva con regime forfettario. Da “contratto” dovrei lavorare 155 ore mensili, tuttavia ogni mese capita di arrivare sino a 176 ore mensili.
    dunque se mettessi il caso di lavorare 155 ore al mese a 10 euro l’ora = 1550 euro lordi mensili, più il 4% di contributo enpapi e 2 euro di marca da bollo io fatturerei ogni mese circa 1614 euro.
    – 1550 euro * 11 mesi = 17050 euro come compenso annuo lordo
    – sul 78% di 17050 euro si applicano le tassazioni (5% fisco e 14% enpapi) = 13299 euro
    – 5% di 13299 = 664,95 euro di tasse annue al Fisco
    – 14% di 13299 = 1861 euro di previdenza al Enpapi annue
    – 664,95 + 1861 = 2525,95 euro di “tasse” annue da pagare
    – dunque se tolgo al compenso annuo lordo le tasse da pagare => 17050 – 2525,95 = 14524,05 euro netti annui
    – non so ancora quanto vuole il commercialista al mese o all’anno (devo ancora stipularlo), tralasciando dunque commercialista e spese varie mi confermate che al mese dovrei avere un guadagno netto di 14524,05 / 12 mesi = 1210 euro netti?

    p.s ho richiesto il 50% di decurtamento dei contributi enpapi poichè ho meno di 30 anni e mi hanno accettato, come cambia tutto il calcolo fatto?

    chiedo perdono in anticipo per eventuali errori/orrori e ringrazio vivamente chi mi aiuterà a capire.

  • Sara

    Ciao, sono un’infermiera neolaureata a cui è stato proposto un lavoro come libera professionista per prelievi domiciliari trattandosi di 8/10 prelievi al giorno per cinque giorni a settimana. Mi è stato proposto un guadagno di 6€ lordi a prelievo + 4% ENPAPI. Volevo sapere quanto effettivamente andrei a guadagnare al netto delle spese aprendo la partita iva. Grazie mille

  • Ciao Sara. Ipotizzando un minimo di 8 prelievi al giorno e per un totale di 20 giorni lavorati al mese, al netto delle spese guadagneresti circa 650€. A questo però devi aggiungere anche la spesa di un commercialista. Ciò non toglie che quando non sei impegnata con i prelievi tu possa fare altre attività infermieristiche in regime di libera professione per lo stesso committente o per altri. Non so se sono stato abbastanza chiaro.

  • Ciao, tutto corretto ad eccezione di un particolare che concretamente al tuo schema non ti fa capire a cosa viene applicata la riduzione del 50%. Ogni anno a tutte le altre voci ce n’è un’altra da inserire che si chiama contributo soggettivo minimo; è una quota solidale che tutti gli iscritti devono pagare a prescindere del fatturato prodotto. Per quest’anno la quota è stata fissata a 1390€ e la riduzione del 50% si applica proprio a questa voce. Ricapitolando ed utilizzando i tuoi dati (aggiungendo il contributo soggettivo minimo) al netto delle spese sono 1152,35€. Non so se ti è tutto più chiaro, qualsiasi cosa fa sapere.

  • Sara

    Quindi le spese sarebbero il 5% del forfettario del mio guadagno (78%), il 15% di contributo soggettivo ENPAPI sul forfettario, 695€ di contributo soggettivo minimo e i 150€ di contributo integrativo minimo?

  • Esattamente 😉

  • Sara

    Tra questo tipo di lavoro e delle sostituzioni in un ospedale pubblico cosa mi consiglia?

  • Entrambe, nel senso che la partita iva puoi iniziarla ad aprire nel momento in cui si presenti una vantaggiosa opportunità lavorativa in ospedale pubblico (sostituzione a lungo termine, concorso o altro) puoi sempre chiuderla e nel mentre comunque hai iniziato a lavorare e a maturare una posizione previdenziale (discorso pensionistico a lungo termine).

  • michela

    salve, mi hanno proposto un lavoro con apertura partita iva e fattura da 600 euro al mese per un anno, ho rifiutato ma non sono convinta di aver fatto bene. volevo sapere quanto avrei guadagnato….grazie a chi mi risponderà….

  • Ciao Michela, al netto delle spese e senza un commercialista che segua la tua contabilità guadagneresti circa 400€ al netto delle spese. Logicamente se la situazione lo permette nulla ti vieta di svolgere per differenti committenti attività libero professionale; allora li si che incrementando le tue prestazioni ne varrebbe la pena.

  • Ervis

    Ciao
    Sono un ragazzo di 23 anni che si è laureato da poco e per una proposta di lavoro ho aperto una partita iva oggi. Siccome sono in un terreno inesplorato, sono un po insicuro sul fatto di sapere tutto quello che dovrò fare. Grazie al tuo sito e alle tue spiegazioni ho capito molte cose. Vorrei tuttavia farti delle domande e sapere se mi dimentica qualcosa.
    Allora ora che ho aperto la partita iva devo comunicarlo al collegio entro 30 giorni e devo iscrivermi all’ENPAPI entro 60 giorni, giusto? teoricamente per essere in regola non devo fare altro, no? Volevo sapere, se puoi , come funziona per le tasse per il primo anno, quando sono le scadenze per il primo anno o se devo fare qualcosa in particolare. Chiedo queste cose perchè attualmente non ho ancora preso un commercialista e sto valutando per vedere quanto mi conviene. Non sapendo come funziona anche per i commercialisti, volevo chederti, generalmente quanto puo costare al mese o all’anno un commercialista.

    Grazie in anticipo
    Ervis

  • Ciao Elvis, per quanto riguarda la prima domanda ti rispondo che personalmente darei priorità all’ENPAPI per comunicare l’inizio dell’attività in quanto trascorsi i 60 giorni si è a rischio sanzioni, mentre il proprio collegio va “semplicemente” informato. Per quanto riguarda il primo anno, nei prossimi mesi (settembre/ottobre), dopo l’iscrizione all’ENPAPI riceverai un primo bollettino (digitalmente) equivalente (o in percentuale) al contributo minimo soggettivo che ogni anno va versato. La cifra per intero equivale a 1390€ per quest’anno. Verso la fine del 2017, in maniera facoltativa, comunicherai il reddito presunto così che l’ente possa iniziare a capire il tuo volume d’affari e quindi a calcolare “in misura” la tua contribuzione dovuta. Indicativamente (prendi con le pinze quello che sto per dirti) per il primo anno sono “poche” le spese fiscali, mentre dal prossimo anno inizierai a pagare in base alla dichiarazione 2017 e alla quota unica per tutti (questa per i primi 4 anni di attività può essere ridotta del 50% per i nuovi iscritti). Il consiglio quindi è fare cassa il più possibile quest’anno per affrontare (gennaio/febbraio 2018) le prime spese. Il prezzo di un commercialista può variare; solitamente per chi in regime dei minimi una cifra “accettabile” si aggira sui 500/700€ l’anno. Logicamente la scelta deve ricadere su qualcuno che padroneggi molto bene “il regime dei minimi”. Se così fosse stato non avrei aperto questo sito 😀 non so se ora hai le idee un pò più chiare, comunque per qualsiasi cosa nn esitare a chiedere.

  • Ervis

    Inanzitutto grazie della risposta. Allora da quello che ho capito verso settembre/ottobre pagherò il contributo minimo soggettivo all’ENPAPI 1390€ e poi a fine 2017, quando comunichero il mio volume d’affari, l’ENPAPI calcolerà quanto dovrei pagare in base a quanto ho guadagnato e pagherò la differenza con il minimo pagato a settembre ? Oppure pagherò anche quello oltre al minimo.
    Questo comunque è per l’ENPAPI che mi manderà il bollettino digitale. E per lo stato come funziona , quali sono le scadenze se ci sono durante l’anno o a fine anno ?

    Grazie ancora

  • 1390€ o una percentuale, ti ricordo inoltre che puoi chiedere la riduzione del 50% da che sei un nuovo iscritto (questa riduzione puoi richiederla per i primi 4 anni). Oltre al contributo minimo soggettivo di 1390€ pagherai il 14/15% del volume forfettario all’ente (es. su uno stipendi lordo annuo di 22mila€ circa 4mila sono destinati all’ENPAPI). Mentre per quanto riguarda il fisco da Agosto 2018 inizierai a pagare il 5% (per i primi 4 anni) del tuo volume d’affari forfettario (altri 1mille€ circa).

  • Francesco Abbinante

    ciao sono un lavoratore dipendente al quale è stata fatta una proposta con apertura di partita iva, quindi sia dipendente che libero professionista insieme.
    Il contributo soggettivo si paga comunque o essendo dipendente non dovre i pagarlo?

  • Ciao Francesco, in questo genere di circostanze si può richiedere la riduzione del 50% oppure l’esonero totale del versamento del contributo minimo soggettivo. Per capire quel’è la circostanza che più si avvicina a te ti consiglio di leggere l’articolo dedicato all’argomento che trovi qua https://www.infermiereliberoprofessionista.it/come-richiedere-la-riduzione-o-l-esonero-dalla-contribuzione-enpapi/ 😉 fa sapere poi. Saluti

  • Ciro Ruocco

    Salve sono un infermiere ho 24 anni, mi hanno offerto un contratto fino a giugno 2016 devo aprirmi la partita iva e mi garantiscono le 140 – 160 ore mensili, pagandomi 17 euro l’ora, volevo sapere per cortesia il guadagno mensile e più o meno quanto andrò a pagare di tasse.
    Grazie per l’aiuto, ma non ci capisco nulla

  • Ciao Ciro, guarda a questa pagina https://www.infermiereliberoprofessionista.it/come-calcolare-lo-stipendio-netto-mensile-di-un-infermiere-libero-professionista/ trovi un semplice calcolatore che, inserendo tutti i dati, ti permette di calcolare il tuo guadagno mensile al netto delle spese. La stessa operazione puoi eseguirla dalla nostra app per smartphone Android. Comunque per una media di 150 ore/mese e sfruttando la riduzione del 50% per il contributo soggettivo minimo andresti a guadagnare, al netto delle spese, poco più di 1800€

  • Federica

    Buongiorno
    sono una coordinatrice caposala da 33 anni, presidente di associazione professionale iscritta ovviamente a Ipasvi e Enpapi (dall’anno di costituzione 1996). Sono in pensione enpapi dal gennaio 2017. Con il 1 gennaio 2018 ho interrotto la collaborazione con l’Ospedale dove svolgevo le mansioni di coordinatrice da 33 anni.La fatturazione oraria all’ospedale avveniva con partita iva dell’associazione che ripartiva poi la qjuota mensile agli associati. Per il momento sono ancora presidentessa della associazione in partecipazione dato che devo rimanere in carica (gratuita) almeno fino alla firma bilancio 2017. Intendo iscrivermi fra 2-3 mesi singolarmente con mia partita iva privata ed esercitare per ca 4 -6 ore massimo per giorno data la mia eta’ (67). Immagino che mi convenga il regime dei minimi entro i 30.000€. Come mi devo comportare con l’Enpapi? devo chiedere la sospensione dal 1/1/2018 fino al momento in cui avro’ la nuova partita iva personale? Sto esaminando delle proposte di lavoro di case di cura, studi medici e Rsa ma mi prendo un po’ di tempo per decidere almeno fino a marzo. cosa mi consigliate?

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Ciao, navigando in rete ho trovato molto interessante quest'argomento: "Regime dei Minimi 2016 per i nuovi Infermieri Libero Professionisti"! Ti invio il link: https://www.infermiereliberoprofessionista.it/regime-dei-minimi-2016-per-i-nuovi-infermieri-libero-professionisti/