Prorogata fino al 31 Dicembre la possibilità di aderire al regime dei minimi del 5%

In base alla norma contenuta nella Legge di Stabilità, il nuovo regime dei Minimi è scattato dal primo gennaio 2015: si tratta, come è noto, di un nuovo sistema a forfait con aliquota al 15%, tetto di ricavi che cambia a seconda delle tipologie di lavoro autonomo (esempi: 40mila euro per i commercianti, 15mila euro per i professionisti), calcolo dell’imponibile applicando un sistema di coefficienti. Ebbene, in base alla legge di Stabilità dal nuovo anno alle partite IVA che chiedevano l’adesione al Regime dei Minimi veniva applicato automaticamente questo nuovo sistema.

Prorogata fino al 31 Dicembre la possibilità di aderire al regime dei minimi del 5%

Potevano però restare nel vecchio regime dei minimi, con aliquota al 5%, coloro che avevano aderito al regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27, commi 1-2 del dl 98/2011. E’ poi intervenuto il Milleproroghe, che offre alla nuova partita Iva di scegliere fra il vecchio e il nuovo Regime dei MInimi per l’intero 2015. Si tratta di una norma introdotta nel febbraio 2015 e in vigore dal primo marzo.

Il Milleproroghe ha prorogato fino al prossimo 31 dicembre la possibilità per chi decide di aprire una nuova partita Iva di aderire al vecchio regime dei minimi, per cui i contribuenti possono scegliere il regime agevolato con aliquota al 5% purchè ricevano compensi fino a 30mila euro. Chi sceglie il vecchio regime dei minimi può restarci per cinque anni o fino al compimento del 35esimo anno di età, mentre il nuovo con aliquota al 15% e per compensi compresi tra i 15 e i 40mila euro non prevede alcun limite di età o temporale.Per entrambi i regimi bisogna segnare la casella del regime scelto, cioè se quello al 5 o al 15% e al momento della compilazione del modello Unico 2016 bisognerà compilare i quadri diversi, visto che il regime dei minimi prevede la determinazione analitica del reddito, mentre quello forfettario prevede la determinazione forfettaria.

Le imprese e i possessori di partita iva che si sono avvalsi del regime dei minimi possono mantenerlo fino a naturale scadenza (completamento del quinquennio o compimento del 35° anno di età), non essendo più prevista la possibilità di esercitare l’opzione; Si può opatre comunque per tale regime anche nel 2015.

About Mirko Rea

Infermiere 28enne, Libero Professionista dal 2013. Ha conseguito la Laurea in Infermieristica a Marzo 2013 presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Amante del WEB 2.0 ha deciso di condividere con tutti i suoi colleghi le informazioni, i percorsi da seguire, le esperienze e tutto il materiale che sino ad oggi hanno caratterizzato il suo percorso da Libero Professionista.

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  • valerio

    La scadenza entro il 31 Dicembre cosa comporta per chi volesse aprire la partita iva a Gennaio 2017?

  • Ciao Valerio. Considera che questa notizia risale allo scorso anno, la data di pubblicazione è dicembre 2015 e si riferiva al passaggio tra Regime dei Minimi al 5% e Regime Forfettario (quello attualmente in vigore).

  • Martina Marongiu

    ciao qualcuno spiegarmi come funziona la ritenuta d acconto?mi hanno chiesto se ho o meno la partita iva e nel caso non ce l avessi potrei lavorare con ritenuta d acconto siccome ho sempre lavorato nel pubblico non ho idea di cosa significhi?mi potreste aiutare anche spiegandomi se è meglio questa tipologia o la partita iva e come funziona per i contributi e la malattia ecc? grazie mille

  • Ciao Martina. L’argomento è alquanto complesso però una cosa chiara ed immediata c’è, l’Infermiere non può lavorare con ritenuta d’acconto. Discorso diverso per la partita IVA; il rapporto di lavoro che si va ad instaurare, anche come singola prestazione, è tra te e il committente alla quale, una volta cessata la prestazione, emetterai fattura. In base al tuo volume d’affari annuo c’è una percentuale di tasse da pagare e quindi di contributi da auto-versarsi. Per quanto riguarda la malattia invece, l’ENPAPI può deliberare l’erogazione, nei limiti dei fondi disponibili, di un’indennità di malattia a favore degli iscritti contribuenti all’Ente quando, a seguito di malattia o infortunio, si verifichi l’interruzione forzata dell’attività professionale per un periodo pari o superiore a 30 giorni.
    L’indennità di malattia può essere erogata, prescindendo dalla durata della degenza, in caso di ricovero dell’iscritto contribuente presso strutture ospedaliere pubbliche o private, se convenzionate con il SSN. La prestazione può essere altresì erogata in caso di ricovero fuori del territorio nazionale, se l’intervento risulta comunque coperto ed autorizzato dal SSN. La prestazione può essere erogata per un massimo di 180 giorni in relazione ad un medesimo evento. In ogni caso non si può usufruire dell’indennità di malattia per più di 180 giorni nel corso dell’anno solare, anche con riferimento ad eventi diversi.

    Il consiglio ultimo che ti do però è quello di approfondire bene la questione, di persona, con un commercialista o con colleghi che sono addentrati nel discorso da diversi anni 🙂 resto comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti 😉

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