Come calcolare lo Stipendio Netto Mensile di un Infermiere Libero Professionista

Capita molto spesso, sopratutto a chi è in procinto d’iniziare la propria attività Infermieristica da Libero Professionista, di domandarsi quanto, al netto delle tasse e dei Contributi Previdenziali da pagare annualmente, andrà a guadagnare in base alle proposte di lavoro ricevute. La variazione di questo dato, capirete bene, è legato principalmente alla tariffa oraria proposta; ma allo stesso tempo ci sono alcuni dati fissi che permettono di stabilire, in media, lo Stipendio Netto Mensile di un Infermiere Libero Professionista.

Come calcolare lo Stipendio Netto Mensile di un Infermiere Libero Professionista

Il nuovo Regime dei Minimi 2016 diventa più favorevole rispetto alla riforma dell’anno scorso, con innalzamento dei tetti di reddito e maggiore accessibilità da parte dei lavoratori dipendenti. In generale l’impostata sostitutiva è al 5% per i primi 5 anni con l’inizio di una nuova attività, dal 6° anno in poi sale al 15%.

Ecco in tabella limiti di redditi e coefficienti:

Attività Codice ATECO Limite ricavi Coefficiente
Industrie alimentari e delle bevande 10-11 45mila  40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 50mila  40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40mila  40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 30mila  54%
Costruzioni e attività immobiliari 41 – 42 – 43 – 68 25mila  86%
Intermediari del commercio 46.1 25mila  62%
Servizi di alloggio e ristorazione 55 – 56 50mila  40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione 64 – 65 – 66 – 69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75 – 85 – 86 – 87 – 88 30mila  78%
Altre attività 01 – 02 – 03 – 05 – 06 – 07 – 08 – 09 – da 12 a 33 – 35/39 -49/53 – 58/63 – 77/82 – 84 – 90/99. 30mila 67%

Cos’è il coefficiente di redditività? A cosa serve?

Il coefficiente di redditività regime forfettario 2016 allegato Legge di Stabilità 2016 si applica al reddito dei nuovi minimi, ossia, per i contribuenti che rientrano nel nuovo regime forfetario, è una percentuale variabile dal 40 all’86% a seconda del tipo di attività svolta, che si applica al reddito imponibile, sul quale poi calcolare l’imposta sostitutiva del 15%.

In pratica

Per i nuovi Infermieri che intendono avviare la propria attività da Libero Professionista l’imposta da versare viene calcolata sul 78% del reddito forfettario.

Esempio: se il compenso annuo loro è pari a 22176€, il reddito forfettario sul quale calcolare l’imposta da versare sarà il 78% di 22176€ e quindi 17297,28€. Gli ultimi mesi dell’anno l’Infermiere Libero Professionista verserà dunque il 5% (per i primi 5 anni) di 17297,28€ e cioè 864,86€.

Contributi Previdenziali – ENPAPI 2017

Svolgendo la propria attività Libero Professionale presso una Cooperativa, Studio Associato o altro, all’emissione di una nuova fattura andrà inserito il contributo integrativo del 4% calcolato sul compenso mensile lordo.

Di anno in anno invece all’ente (ENPAPI) andrà corrisposto un contributo soggettivo pari al 15% del reddito forfettario e quindi il 15% di 17297,28€ e cioè 2594,59€. Qui se si soddisfano determinati requisiti è possibile richiedere la riduzione oppure l’esonero dalla contribuzione.

In conclusione

Arrivati a questo punto è possibile tirare le somme. Considerando un compenso annuo lordo di 22176€, a cui andiamo a sottrarre 864,86€ d’imposta sostitutiva al 5% i primi 5 anni, 2594,59€ di contributi soggettivi al 15% sul reddito forfettario e 1830€ di contributo soggettivo minimo. Otteniamo così 16886,54€ netti annui, circa 1407,21€ mensili.

Modificando i campi in rosso nella tabella sottostante sarà possibile calcolare, in media, uno Stipendio Netto Mensile di un Infermiere Libero Professionista.

About Mirko Rea

Infermiere 28enne, Libero Professionista dal 2013. Ha conseguito la Laurea in Infermieristica a Marzo 2013 presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Amante del WEB 2.0 ha deciso di condividere con tutti i suoi colleghi le informazioni, i percorsi da seguire, le esperienze e tutto il materiale che sino ad oggi hanno caratterizzato il suo percorso da Libero Professionista.

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  • Leonardo

    Secondo me c’è un errore nel calcolo del Guadagno Netto fatto con Excel.
    Nel guadagno netto annuo tu sottrai l’imposta sostitutiva al 5% (ok), Enpapi contributo soggettivo al 14% (ok), il soggettivo minimo 2016 di 1390€ (sbagliato) e il contributo integrativo al 4% (sbagliato).
    Il calcolo corretto del guadagno netto dovrebbe essere:
    Guadagno netto (già privo del contributo integrativo al 4%) a cui sottrai solo l’imposta sostitutiva al 5% e il contributo soggettivo Enpapi al 14%.
    Attendo un tuo riscontro. Ciao

  • Ciao Leonardo, capisco la tua affermazione e ti dico già che il tuo ragionamento è corretto solo nel momento in cui si fa richiesta di Riduzione o Esonero del contributo soggettivo minimo http://www.infermiereliberoprofessionista.it/come-richiedere-la-riduzione-o-l-esonero-dalla-contribuzione-enpapi/ il calcolo così impostato serve a dare un’idea di guadagno netto senza nessun tipo di agevolazione, ogni singolo caso poi va ragionato in base alla propria situazione lavorativa. Convieni con me?

  • Leonardo

    Ho visto che dal compenso annuo lordo di 22176€ hai sottratto sia il contributo soggettivo al 14% che il contributo soggettivo minimo 2016 pari a 1360€. Ma all’Enpapi non si paga solo il contributo soggettivo al 14% oppure solo il contributo minimo 2016? Si pagano entrambe le somme?

  • Si si pagano entrambe le somme. Il contributo soggettivo minimo è una sorta di quota solidale che tutti gli iscritti pagano (eccezion fatta per chi ha richiesto la riduzione o l’esonero) a prescindere; mentre il contributo soggettivo al 14% viene calcolato in base al volume d’affari generato. Sui MAV infatti troverai entrambe le voci, nella maggior parte dei casi 4 voci, due inerenti all’anno precedente e due all’anno in corso sempre relative a soggettivo minimo e soggettivo al 14% scaglionate.

  • Valentino Giona

    Buongiorno sono un ragazzo di 27 anni a cui è stato proposto un lavoro a partita iva a €13.5 lordi per 150 ore mensili.
    volevo chiedere perchè dovrei aprire la partita iva, costi della medesima e capire quali sono i calcoli giusti per capire se conviene aprirla o meno.
    la domanda sorge perchè momentaneamente ho un contratto a tempo indeterminato ma non da infermiere, ma vorrei iniziare la mia carriera, ma il dubbio è sui costi e su quanto sarebbe il mio stipendio al netto delle spese?
    calcolando anche poi affitto e altre spese.
    Attendo un riscontro. Grazie

  • Ciao Valentino. Utilizzando il calcolatore su al netto delle spese (e quindi togliendo contributi ENPAPI ed imposta sostitutiva) guadagneresti circa 1470€. A questa somma ovviamente devi togliere tutte le tue spese, compreso il costo di un commercialista che ti tenga la contabilità. Per ulteriori chiarimenti non esitare a chiedere.

  • simona

    Buonasera, vorrei porvi un quesito. Sono una giovane infermiera, che ha da pochi giorni aperto la partita IVA. Io lavoro con una S.p.A. svolgendo attività domiciliare ad uno specifico paziente su turni. Qualche volta al mese, su chiamata, lavoro anche con una srl di ambulanze. Al momento dell’iscrizione all’Enpapi è scritto che in base al lavoro svolto ci si deve iscrivere alla Gestione Separata Enpapi. Tra i lavori svolti che richiedono l’iscrizione alla Gestione Separata vi sono le collaborazioni coordinate e continuative ed i contratti a progetto. Temo di rientrarvi. O sbaglio?

  • Ciao Simona, certo che sei obbligata ad iscriverti all’ente di previdenza. Non puoi esercitare la libera professione e non iscriverti all’ENPAPI e quindi non pagare i contributi previdenziali. Dal momento dell’apertura della partita IVA hai 60 giorni di tempo per iscriverti all’ente, oltrepassato questo limite scatta una sanzione di 100€. L’iscrizione non è in base al lavoro svolto bensì:
    Sussiste l’obbligo di iscrizione ad Enpapi per i soggetti, iscritti nei Collegi provinciali IPASVI, che esercitano attività libero professionale:
    * in forma individuale in quanto titolari di:
    **partita IVA,
    **rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
    **prestazioni di lavoro autonomo non abituale.
    *in forma associata in qualità di:
    **associato ad uno studio professionale;
    **socio di cooperativa sociale con rapporto di lavoro autonomo.
    http://www.enpapi.it/IscrizioniCancellazioni/tabid/91/Default.aspx
    Va da se che tu, già titolare di partita IVA, hai l’obbligo d’iscriverti all’ente. Non so se sono stato abbastanza chiaro, per ulteriori informazioni non esitare a chiedere.

  • simona

    Certo che so che devo iscrivermi all’ENPAPI. La mia domanda non era quella. Non so se sa che l’Enpapi ha una Gestione Principale ed una Gestione separata. La Gestione separata ha un altro tipo di tassazione e vi si devono iscrivere gli infermieri che ad esempio svolgo collaborazione coordinata e continuativa etc. Gli altri rientrano nella Gestione Principale. Mi domandavo se, visto l’occupazione che svolgo momentaneamente, io debba iscrivermi alla Gestione Separata o alla Principale. Diversi commercialisti hanno dubbi a riguardo. Ho ancora tempo ma mi piacerebbe sentire più pareri al fine di effettuare l’iscrizione in modo corretto.

  • Ciao Simona, scusami ma non avevo capito io la domanda. Allora il titolare di partita IVA deve iscriversi alla Gestione Principale mentre l’infermiere che svolge attività lavorativa
    di natura infermieristica mediante prestazioni di lavoro autonomo occasionale, ma che già ha un contratto di lavoro, collaborazione coordinata e continuativa ecc. (non partita IVA) s’iscrive alle gestione separata. Ti allego circolare da far visionare ai tuoi commercialisti http://www.enpapi.it/gse/FAQ%20COLLABORATORI%20ISCRIZIONE.pdf

  • Francesca Torlai

    Salve avrei bisogno di un vostro parere. Da circa un anno lavoro come infermiera libera professionista. Sono nel regime forfetario e ho una riduzione del contributo minimo da versare all’ENPAPI per età.
    Ho avuto un’offerta di lavoro in cui percepirei 21 euro l’ora per non più di 150 ore al mese. Facendo un rapido calcolo al massimo delle ore arrivo a sforare i 30.000 del regime forfetario. Vorrei capire a quanto ammonterebbero le imposte da versare dato che adesso io verso il 5% del reddito forfettario.
    Vi ringrazio per la collaborazione.
    Saluti

  • Ciao Francesca, considera che superando anche solo di 1€ il tetto massimo passerai automaticamente al regime ordinario che prevede il pagamento dell’Iva al 22% e Irpef al 23% (oltre all’attuale gestione separata ENPAPI). Uscire dal regime forfettario, personalmente, conviene solo quando il volume d’affari aumenta quasi del doppio; così non so quanto ti convenga. Puoi anche accettare e monitorare costantemente il tuo volume d’affari, arrivata al limite chiedi di restare a “riposo” sino alla fine dell’anno solare.

  • Ilona Dosso

    Lavorerò con partita iva pagato 22 euro ad ora per circa 130 ore al mese. Mi è stato detto che posso superare la quota di 30 mila euro soglia per due anni nell’arco di cinque. Rientrerei così nel regime dei minimi tassato al 5% per 30 mila euro . La quota eccedente sarà tassata al 27%. Mi conferma? Grazie

  • Purtroppo no Ilona, questa era una proposta avanzata nel mese di Settembre 2016 ma che poi non è stata inserita nell’attuale legge di stabilità 2017. Inoltre la stessa “agevolazione” avrebbe riguardato solo le partite iva con tetto massimo di 15mila € l’anno quindi, a scanso di equivoci, comunque non avrebbe riguardato la libera professione infermieristica.

  • Ilona Dosso

    Grazie mille per la risposta. Vedrò di stare entro i 30 mila o di sforare di molto!

  • Vox

    Ciao Mirko,
    Complimenti per l’idea del tuo sito!
    Ho fatto qualche calcolo in base a quello che ho trovato in queste discussioni, ma affido a te un paragone: conviene a passare a regime forfettario di 30.000€/anno(in questo caso qual’è il netto che mi resta in tasca?) oppure restare come sono adesso, cioè 21€/h per 1880 ore cca/anno?
    Lavoro da cca 10 anni con una struttura sanitaria, con regime di P.Iva normale, quindi ENPAPI a gestione principale.
    Restano ferme tutte le spese extra che dobbiamo affrontare(commercialista, polizze malattia, RC professionale). A proposito, ma visto la semplicità del calcolo del reddito forfettario, il commercialista non dovremmo pagarlo meno? Non ci sarebbero più fatture in uscita da conteggiare, varie spese detraibili e via dicendo…
    Ti ringrazio e aspetto tuo riscontro!

  • Federicalt

    Ciao mi hanno offerto un lavoro a partita iva a 8,40 l’ora una coperativa che si occupa di ambulanze e 118 . Sicuro 14 turni al mese da dodici ore l’uno.. vorre capire su uno stipendio lordo di 1412 euro circa quanto mi rimarrebbe in tasca concretamente?!?! Considerando che dovrei trasferirmi anche in un’altra città ti ringrazio in anticipo

  • Viene su un bel ragionamento Vox perché, ragionandoci così su due piedi, l’unico “vantaggio” è il non avere un limite temporale; dal momento che entri nel regime forfettario avrai (fino alla fine dell’attività) una ritenuta al 15% sul 78% del volume d’affari. Non puoi beneficiare del regime agevolato al 5% per la nuova attività perché concretamente già provieni dalla stessa attività. Tutti gli altri valori restano invariati e all’incirca sempre 1800€ netti ti ritroveresti. Il regime ordinario ti permette di detrarre i costi per fine ultimi all’attività, cosa che ne forfettario non è contemplata…arrivati a questo punto più che il netto bisogna analizzare le circostanze accessorie. Per qualsiasi cosa non esitare a contattarmi…ah quasi dimenticavo, è vero, il calcolo è “relativamente” semplice ma come il nostro corso di Laurea ha formato i professionisti che siamo oggi anche i commercialisti hanno avuto il loro e non per questo deve essere svenduto…cosa che sta accadendo alla nostra professione invece. Ora non voglio difendere la categoria dei commercialisti, non so la tua spesa annua e il tuo volume gestionale ma se l’importo supera i 700/800€ è il caso che: o ritratti il loro compenso oppure cambi. A presto

  • Ciao Federicalt, guarda utilizzando il file su ed inserendo i tuoi dati all’incirca, al netto delle spese (escluso commercialista ed RC professionale) circa 1000€. Il fattore trasferimento ovviamente influisce molto però questo non ti esclude la possibilità che durante i tuoi turni di riposo tu possa trovarti altre attività professionali e quindi incrementare il tuo volume d’affari. Per qualsiasi altro chiarimento non esitare a chiedere, saluti.

  • Leo

    Mi hanno proposto un lavoro a 23€ l’ora per 130/140 ore al mese.
    A questo punto passerei automaticamente al regime semplificato visto che supererei il tetto delle 30.000€ del regime forfettario.
    Considerato che avrei pochissime spese da detrarre, mi conviene accettare questa proposta di lavoro da 23€ l’ora e passare al regime semplificato oppure restare nella struttura dove mi trovo attualmente a 19€ l’ora e mantenere regime forfettario?

  • Ciao Leo, questa è una personale considerazione. Vale la pena uscire dal regime forfettario, oppure per chi si trova ancora nel regime dei minimi, solo quando il tetto dei 30000 viene superato abbondantemente (non dico raddoppiato però quasi). Questo logicamente apre, professionalmente ed economicamente, numerose nuove opportunità perché ti permette di iniziare nuove collaborazioni lavorative anche con altri committenti durante i tuoi giorni “liberi”. Di pari passo aumenterà anche la tassazione logicamente che però viene compensata dall’aumento del volume d’affari. La scelta sta a te dunque consapevole delle realtà lavorative che ti circondano e che ti si potranno presentare.

  • dino

    salve!

  • Ciao Dino. Allora per quanto riguarda il contributo soggettivo minimo si può richiedere la riduzione oppure l’esonero se si posseggono determinati requisiti (maggiori approfondimenti li trovi qui https://www.infermiereliberoprofessionista.it/come-richiedere-la-riduzione-o-l-esonero-dalla-contribuzione-enpapi/). Mentre per quanto riguarda il contributo soggettivo c’è da pagare il 15% del volume totale degli affari. Tutto chiaro? Per ulteriori chiarimenti non esitare a chiedere.

  • dino

    grazie per la risposta….anche se il link non si apre!! cmq ciò ke mi hai scritto sopra non ci sarà altro da pagare annualmente??il contributo minimo integrativo del 4% dovrò inserirlo in fattura o è a discrezione dell’ente o struttura se pagarlo o no??

  • Per quanto riguarda l’ENPAPI si e il contributo minimo integrativo del 4% dovrai inserirlo in fattura. A conti fatti il 4% versato dall’ente/struttura equivale al contributo minimo soggettivo che devi pagare all’ENPAPI. Oltre all’enpapi devi pagare le tasse allo stato italiano (il “famoso” 5% forfettario) e le eventuali spese di un commercialista.

  • Silvia Lovato

    Salve, sono anche io un’infemiera neolaureata e non so ancora bene come muovermi nel mondo del lavoro. Forse sono un po’ fuori tema, ma magari mi potete aiutare ugualmente. Non ho ancora deciso di aprirmi p. iva, nel frattempo mi hanno offerto dei lavori come prestazione occasionale. Il mio dubbio è: posso farlo “legalmete”? Una volta raggiunto il tetto dei 5000E, posso iniziare in p.iva? E poi con quei 5000E lì, come devo giustificarmi, lì devo dichiarare da qualche parte? Grazie mille!

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